Il ruolo più delicato, nel baseball, è quello di lanciatore. Se il lanciatore non è in buona giornata, la sua squadra rischia di naufragare presto, ritrovandosi le basi piene ed esponendosi alla possibilità degli avversari di andare ripetutamente a punto, base dopo base o coi fuoricampo. E appena il lanciatore mostra segni di cedimento, il suo allenatore procede alla sostituzione. Ecco come si lancia la pallina nel baseball.

Il lancio inizia con la fase di caricamento, che comincia con un piccolo passo indietro o laterale. Il passo deve essere corto in modo da non traslare il peso del proprio corpo per l’appunto dietro o di lato. Si possono portare le mani unite sopra la testa oppure all’altezza del viso o anche solo all’altezza del petto.

Poi inizia la seconda fase, quella di rilascio, che va impostata mettendosi in posizione come se si dovesse sferrare un pugno. Bisogna caricare al massimo la potenza, per dare velocità alla pallina e poi lanciarla in modo che non venga intercettata dal battitore o, se questo avviene, impedendogli di fare una battuta potente.

Una volta lanciata la pallina, inizia la terza fase in cui bisogna fermare l’inerzia generata dal lancio, in modo da potersi trovare in una posizione ottimale di difesa. Per farlo, evitando di infortunarsi al braccio, bisogna cercare di fare un movimento fluido e naturale che non causi troppo sforzo all’arto. Ci sono infatti molti lanci da fare, in una partita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *