Quando l’acqua esce lentamente dal rubinetto, la doccia perde pressione oppure i tubi producono rumori insoliti, è difficile capire se il problema dipenda dalla rete idrica o dall’impianto domestico. A volte si sospetta una pressione troppo bassa, mentre in altre situazioni il flusso sembra eccessivamente forte e si teme che possa danneggiare rubinetti, flessibili ed elettrodomestici. Per effettuare una prima verifica si può utilizzare un manometro per la pressione dell’acqua.
Il manometro è uno strumento che permette di misurare la pressione presente in una tubazione, generalmente espressa in bar. Può essere installato stabilmente nell’impianto oppure collegato temporaneamente a un rubinetto mediante un raccordo appropriato. Per ottenere un risultato utile, però, bisogna distinguere la pressione statica, misurata quando non ci sono consumi d’acqua, dalla pressione rilevata mentre uno o più rubinetti sono aperti. Una misurazione eseguita correttamente può aiutare a individuare le cause di una doccia poco potente, verificare il comportamento di un riduttore di pressione o capire se la pressione varia durante la giornata. Vediamo come utilizzare il manometro per pressione acqua, dove collegarlo, come leggere i valori, quali errori evitare e quando è necessario richiedere l’intervento di un idraulico.
A cosa serve il manometro per la pressione dell’acqua
Il manometro è uno strumento di misura utilizzato per conoscere la pressione di un fluido all’interno di una tubazione o di un altro componente dell’impianto.
Negli impianti domestici viene impiegato soprattutto per controllare la pressione dell’acqua proveniente dall’acquedotto, verificare la regolazione di un riduttore oppure monitorare il funzionamento di un sistema di pressurizzazione.
Un esempio frequente riguarda un’abitazione nella quale la doccia funziona bene soltanto quando gli altri rubinetti sono chiusi. In una situazione simile, il manometro può contribuire a capire se la pressione disponibile diminuisce sensibilmente durante il consumo d’acqua.
Un altro caso riguarda gli immobili nei quali si verificano frequenti perdite dai flessibili o rumori nei tubi. Una pressione elevata può contribuire a sollecitare i componenti, anche se non rappresenta l’unica possibile causa di questi problemi.
Il manometro può inoltre essere utile per confrontare la pressione in punti differenti della stessa abitazione oppure per verificare il comportamento dell’impianto in diversi momenti della giornata.
Bisogna però conoscere i limiti dello strumento. Il manometro misura la pressione nel punto in cui viene collegato, ma non identifica automaticamente la causa di un problema idraulico.
Per individuare una tubazione ostruita, una valvola difettosa o una perdita nascosta possono essere necessarie ulteriori verifiche.
Come funziona un manometro per acqua
I manometri utilizzati negli impianti idrici domestici possono essere analogici o digitali.
Il manometro analogico tradizionale presenta un quadrante graduato e una lancetta che si sposta in funzione della pressione rilevata.
Molti modelli utilizzano un elemento elastico interno, chiamato tubo di Bourdon, che si deforma leggermente quando viene sottoposto alla pressione dell’acqua. Il movimento viene trasmesso alla lancetta attraverso un meccanismo.
Quando la pressione aumenta, la lancetta si sposta verso valori più elevati. Quando diminuisce, ritorna verso valori inferiori.
I manometri digitali utilizzano invece un sensore elettronico e mostrano il risultato attraverso un display.
Per una normale verifica domestica, un modello analogico con caratteristiche adeguate può essere sufficiente.
È importante scegliere uno strumento destinato all’utilizzo con acqua e capace di sopportare la pressione massima che potrebbe essere presente nell’impianto.
Il manometro deve inoltre disporre di un collegamento compatibile con il punto nel quale verrà installato.
Non bisogna confondere uno strumento progettato per l’acqua con un dispositivo destinato esclusivamente ad altri fluidi o condizioni di esercizio.
Come leggere i bar sul manometro
La maggior parte dei manometri per impianti idrici domestici utilizza il bar come unità di misura.
Il quadrante può presentare una scala graduata, per esempio da 0 a 6 bar oppure da 0 a 10 bar, a seconda del modello.
Quando la lancetta indica 3 bar, significa che nel punto di misura è presente una pressione relativa di circa 3 bar, nei limiti della precisione dello strumento.
Il manometro normalmente utilizzato negli impianti domestici misura la pressione rispetto alla pressione atmosferica, non la pressione assoluta.
Alcuni strumenti possono riportare anche una seconda scala espressa in PSI, unità utilizzata soprattutto nei paesi anglosassoni.
La guida Grundfos sul controllo della pressione dell’acqua ricorda che un bar corrisponde approssimativamente a 14,5 PSI.
Per leggere correttamente il valore bisogna osservare frontalmente il quadrante, evitando errori dovuti all’angolo di osservazione.
Se la lancetta si trova tra due tacche, il risultato può essere stimato considerando la suddivisione della scala.
È inoltre opportuno verificare che, quando il manometro è completamente scarico e a pressione atmosferica, la lancetta si trovi nella posizione di zero prevista dal fabbricante.
Una lancetta bloccata, deformata o che non ritorna correttamente può indicare uno strumento danneggiato.
Quale manometro scegliere per misurare la pressione domestica
Per una misurazione nell’impianto di casa bisogna scegliere un manometro con caratteristiche adatte alla pressione prevista e al punto di collegamento disponibile.
La scala di misura deve essere sufficientemente ampia da comprendere i valori che potrebbero presentarsi, senza essere inutilmente estesa.
Per esempio, un manometro con scala da 0 a 6 bar può offrire una buona leggibilità in determinate applicazioni domestiche, ma non deve essere utilizzato se esiste la possibilità che la pressione superi il suo campo di esercizio ammesso.
La scelta dipende quindi dalle caratteristiche dell’impianto.
La documentazione Watts relativa al riduttore di pressione DRVMN mostra, per esempio, l’utilizzo di un manometro con scala da 0 a 6 bar per controllare la pressione dell’acqua a valle del dispositivo.
Altre applicazioni possono richiedere strumenti con scale differenti.
Bisogna poi verificare la dimensione dell’attacco. I manometri destinati all’installazione su componenti idraulici possono utilizzare connessioni filettate di diverse misure, mentre quelli portatili per rubinetti sono spesso forniti con raccordi specifici.
Per un collegamento temporaneo a un rubinetto esterno o a un attacco dell’acqua fredda può essere pratico un kit completo di manometro, raccordo e guarnizione compatibili.
Se il dispositivo deve rimanere installato stabilmente in una linea di acqua potabile, è importante verificare anche l’idoneità dei materiali a tale impiego.
Meglio un manometro analogico o digitale?
Entrambi i sistemi possono essere utilizzati per misurare la pressione dell’acqua, purché siano adatti all’applicazione.
Il manometro analogico ha il vantaggio di essere semplice da leggere e di non richiedere normalmente batterie.
È particolarmente pratico per una verifica occasionale oppure per controllare visivamente la pressione presente a valle di un riduttore.
Un manometro digitale può offrire una lettura numerica più immediata e, nei modelli dotati delle relative funzioni, consentire la memorizzazione di valori minimi e massimi.
Alcuni strumenti elettronici possono inoltre registrare l’andamento della pressione nel tempo, caratteristica utile per individuare variazioni che non sono facilmente osservabili con una lettura istantanea.
Non bisogna però presumere che qualsiasi manometro digitale sia automaticamente più preciso di un modello analogico.
La qualità della misura dipende dalle caratteristiche dello strumento, dalla sua precisione dichiarata e dalla corretta installazione.
Per controllare occasionalmente la pressione di un rubinetto può essere sufficiente un manometro analogico affidabile.
Se invece si desidera analizzare le oscillazioni durante il funzionamento di una pompa o registrare la pressione per un periodo prolungato, può essere utile una strumentazione più evoluta.
Dove collegare il manometro per misurare la pressione dell’acqua
Il punto nel quale viene collegato lo strumento influisce sul significato della misurazione.
Per valutare la pressione disponibile all’ingresso dell’impianto domestico, il punto più indicativo è generalmente una presa di misura vicina all’ingresso dell’acqua, a valle del contatore e degli eventuali dispositivi che si desidera includere nella verifica.
Non sempre, però, è disponibile un attacco predisposto.
In molte abitazioni è possibile utilizzare un rubinetto esterno con raccordo filettato oppure un altro punto di prelievo dell’acqua fredda compatibile con il manometro.
Grundfos, nelle proprie indicazioni per il controllo della pressione domestica, suggerisce di collegare un manometro a un rubinetto esterno, dopo aver rimosso l’eventuale tubo presente.
È importante ricordare che una misurazione effettuata dopo un riduttore di pressione rappresenta la pressione disponibile a valle di quel componente.
Non coincide necessariamente con quella fornita direttamente dalla rete idrica prima del riduttore.
Lo stesso vale per le abitazioni dotate di autoclave o pompa di pressurizzazione.
Il punto di collegamento deve quindi essere scelto in funzione della domanda alla quale si vuole rispondere.
Se non esiste un attacco facilmente accessibile e sicuro, è preferibile non modificare l’impianto per installare temporaneamente il manometro. In questo caso conviene rivolgersi a un idraulico.
Come collegare il manometro a un rubinetto esterno
Il rubinetto da giardino è spesso uno dei punti più pratici per effettuare una misurazione preliminare.
Prima di iniziare bisogna verificare che il rubinetto sia in buone condizioni e che il raccordo del manometro sia compatibile.
La procedura può essere eseguita nel modo seguente:
- Chiudere completamente il rubinetto sul quale si intende effettuare la misura.
- Rimuovere l’eventuale tubo da giardino o accessorio già collegato.
- Controllare che la filettatura sia integra e che il raccordo del manometro disponga della guarnizione prevista.
- Collegare il manometro senza forzare il raccordo e senza stringere oltre le indicazioni del produttore.
- Aprire lentamente il rubinetto per mettere in pressione lo strumento.
- Attendere che la lancetta si stabilizzi e leggere il valore indicato.
- Al termine chiudere il rubinetto, scaricare in sicurezza la pressione rimasta nel collegamento secondo le istruzioni e rimuovere il manometro.
Durante l’apertura è opportuno controllare che non vi siano perdite dai raccordi.
Se l’acqua fuoriesce in modo anomalo, bisogna interrompere la prova e verificare il collegamento soltanto dopo aver chiuso l’alimentazione del punto interessato.
Non bisogna utilizzare pinze o chiavi per stringere indiscriminatamente raccordi progettati per il serraggio manuale.
È importante inoltre non tentare di rimuovere il manometro mentre il collegamento è ancora pressurizzato.
Come misurare la pressione dal rubinetto della lavatrice
Un altro punto che può essere utilizzato per una verifica preliminare è il rubinetto di alimentazione della lavatrice, purché sia facilmente accessibile e compatibile con lo strumento.
Molti di questi rubinetti presentano un attacco filettato comunemente utilizzato per i tubi di alimentazione degli elettrodomestici.
Per effettuare la misurazione può essere necessario scollegare temporaneamente il tubo della lavatrice.
Prima di procedere bisogna chiudere il rubinetto e verificare che il collegamento non sia in pressione.
È inoltre importante proteggere la zona da eventuali fuoriuscite d’acqua e assicurarsi che non vi siano rischi per prese e componenti elettrici.
Se si dispone di un manometro dotato di raccordo appropriato, questo può essere collegato al rubinetto seguendo le istruzioni del produttore.
Successivamente si apre lentamente l’acqua e si osserva la pressione indicata.
Al termine bisogna chiudere nuovamente il rubinetto, scaricare la pressione residua e ripristinare correttamente il collegamento originale della lavatrice.
Prima di utilizzare l’elettrodomestico occorre verificare che non siano presenti perdite.
Se il rubinetto è vecchio, bloccato o difficile da raggiungere, è preferibile evitare lo smontaggio del tubo e affidare il controllo a un professionista.
Come misurare la pressione statica dell’acqua
La pressione statica è quella presente nel punto di misura quando non esiste un consumo significativo di acqua nell’impianto interessato.
È un valore utile per conoscere la pressione disponibile a rubinetti chiusi.
Per effettuare una misurazione bisogna prima chiudere i punti di prelievo dell’acqua ed evitare che siano in funzione lavatrici, lavastoviglie, sistemi di irrigazione e altri apparecchi che consumano acqua.
Successivamente si collega il manometro a un punto adatto, per esempio un rubinetto esterno.
Una volta aperto lentamente il rubinetto sul quale è montato lo strumento, l’acqua mette in pressione il manometro.
Poiché il manometro chiude il punto di misura e non lascia defluire continuamente acqua, la lettura rappresenta la pressione statica locale quando non vi sono altri consumi.
È opportuno attendere che la lancetta si stabilizzi e annotare il risultato.
Per esempio, una lettura ipotetica di 3 bar indica la pressione relativa presente in quel punto nelle condizioni della prova.
Il risultato dovrebbe essere registrato insieme alla data, all’ora e alla posizione del manometro.
Queste informazioni sono utili perché la pressione può cambiare nel corso della giornata.
Una misurazione isolata, infatti, non permette sempre di conoscere il comportamento dell’impianto durante i momenti di maggiore utilizzo.
Come misurare la pressione dinamica dell’acqua
La pressione dinamica, nel linguaggio utilizzato per le verifiche degli impianti domestici, indica la pressione disponibile in un punto mentre l’acqua sta scorrendo nel circuito.
Per comprenderne l’importanza basta pensare a una doccia che funziona normalmente quando tutti gli altri rubinetti sono chiusi, ma perde forza appena viene aperto il lavandino.
In questa situazione la pressione statica può risultare soddisfacente, mentre quella disponibile durante il consumo può diminuire sensibilmente.
Per effettuare una prova comparativa, si mantiene il manometro collegato a un punto dell’impianto e si registra prima la pressione statica.
Successivamente si apre un altro rubinetto alimentato dallo stesso impianto, facendo scorrere una quantità d’acqua relativamente costante.
Si osserva quindi il nuovo valore indicato dal manometro.
La differenza tra le due letture permette di valutare come cambia la pressione nel punto di misura quando aumenta il consumo.
È importante chiarire che, in questo caso, il manometro non misura direttamente la portata d’acqua. Rileva la pressione mentre il flusso interessa altre parti dell’impianto.
Per ottenere risultati confrontabili bisogna utilizzare condizioni di prova simili, evitando di modificare continuamente l’apertura del rubinetto.
Il produttore Grundfos, nelle indicazioni sui sistemi di pressurizzazione, spiega come la pressione disponibile ai punti di utilizzo possa variare in funzione della portata e delle perdite di carico dell’impianto.
Qual è la differenza tra pressione statica e dinamica
La distinzione è fondamentale per interpretare correttamente il funzionamento della rete idrica domestica.
La pressione statica rappresenta la condizione in cui l’impianto non sta erogando acqua.
La pressione dinamica viene invece osservata durante il consumo, quando l’acqua attraversa tubazioni, valvole, raccordi e altri componenti.
Durante il passaggio dell’acqua si verificano perdite di carico, cioè riduzioni di pressione legate alla resistenza che il circuito oppone al movimento del fluido.
Per comprendere il fenomeno immaginiamo una misurazione puramente esemplificativa.
A tutti i rubinetti chiusi, il manometro potrebbe indicare 3 bar. Aprendo contemporaneamente alcuni punti di consumo, la pressione potrebbe scendere a 2 bar.
Questa differenza non dimostra automaticamente la presenza di un guasto.
Una certa diminuzione della pressione durante il funzionamento è normale, perché l’acqua deve attraversare tubazioni e componenti che producono resistenza.
Il problema può diventare rilevante quando la diminuzione è tale da compromettere il funzionamento degli apparecchi o quando risulta anomala rispetto alle caratteristiche dell’impianto.
Per esempio, una pressione statica adeguata accompagnata da un forte calo durante l’apertura di un solo rubinetto può suggerire la necessità di verificare filtri, valvole e tubazioni.
La diagnosi richiede comunque di conoscere il percorso dell’acqua e le condizioni di esercizio previste.
Qual è la pressione corretta dell’acqua in casa
Non esiste un unico valore ideale valido per tutte le abitazioni.
La pressione necessaria dipende dall’altezza dell’edificio, dalla configurazione delle tubazioni, dalla presenza di riduttori, dal numero di punti di prelievo e dalle caratteristiche degli apparecchi installati.
Nella pratica domestica si incontrano frequentemente valori di alcuni bar. Tuttavia, un valore che risulta adeguato in una piccola abitazione su un unico livello potrebbe non garantire la stessa qualità di servizio in una casa sviluppata su più piani.
La guida Grundfos sulla pressione domestica riporta, a titolo orientativo, intervalli di pressione comunemente utilizzati negli impianti residenziali, ricordando però che i requisiti dipendono dalla struttura e dai consumi dell’edificio.
È quindi preferibile confrontare la misura con le indicazioni del progettista, le caratteristiche dell’impianto e i requisiti degli apparecchi alimentati.
Bisogna inoltre considerare le condizioni di fornitura del gestore idrico, che possono essere descritte nella Carta del servizio.
Se si registra una pressione apparentemente bassa, non bisogna concludere immediatamente che il gestore non stia rispettando i propri obblighi.
Occorre verificare il punto di misura, gli eventuali dislivelli e le perdite di carico interne.
Allo stesso modo, un valore elevato deve essere valutato considerando la pressione massima ammessa dai componenti dell’impianto.
Come capire se la pressione dell’acqua è troppo bassa
Una pressione insufficiente può provocare diversi inconvenienti.
La doccia può avere un getto debole, il riempimento degli elettrodomestici può richiedere più tempo e l’acqua può diminuire sensibilmente quando vengono aperti più rubinetti.
Per individuare la possibile causa bisogna prima capire se il problema riguarda tutta l’abitazione oppure un solo punto di utilizzo.
Se l’acqua esce lentamente soltanto dal rubinetto della cucina, potrebbe essere presente un problema locale, come un aeratore ostruito dal calcare.
Se invece la pressione risulta insufficiente in più punti della casa, bisogna valutare anche la rete di distribuzione interna e l’alimentazione generale.
Una misura con il manometro vicino all’ingresso dell’impianto può fornire un primo riferimento.
Se la pressione statica è bassa già in quel punto, la causa potrebbe trovarsi a monte, in un riduttore regolato in modo non appropriato oppure in un sistema di pressurizzazione.
Se invece la pressione iniziale è adeguata ma diminuisce molto durante il consumo, può essere necessario controllare le perdite di carico.
Non bisogna installare automaticamente una pompa per aumentare la pressione senza aver verificato la causa del problema e la compatibilità con le regole di fornitura dell’acqua.
Come capire se la pressione dell’acqua è troppo alta
Anche una pressione elevata può creare problemi.
Quando l’acqua raggiunge gli apparecchi con una pressione superiore a quella prevista, alcuni componenti possono essere sottoposti a sollecitazioni maggiori.
Il problema può interessare flessibili, guarnizioni, rubinetti e altri dispositivi dell’impianto.
La documentazione tecnica Caleffi sul dimensionamento delle reti idriche evidenzia che pressioni eccessive possono provocare rumorosità, maggiore consumo d’acqua e usura dei componenti.
Una pressione elevata può inoltre contribuire ad aumentare gli effetti dei colpi d’ariete, soprattutto quando vengono chiuse rapidamente alcune valvole.
Per valutare la situazione bisogna misurare la pressione statica e osservare se il valore varia durante la giornata.
Se il valore risulta superiore alle condizioni ammesse dall’impianto o dagli apparecchi, è opportuno chiedere una verifica tecnica.
Non bisogna ridurre arbitrariamente l’apertura del rubinetto generale pensando di ottenere una regolazione stabile della pressione.
Una valvola di intercettazione parzialmente chiusa può limitare la portata, ma non svolge necessariamente la funzione di un riduttore di pressione correttamente installato.
Come utilizzare il manometro per controllare il riduttore di pressione
Il riduttore di pressione è un componente utilizzato per limitare e regolare la pressione dell’acqua a valle di una determinata sezione dell’impianto.
Può essere installato vicino al punto di ingresso dell’acqua oppure in altre posizioni previste dal progetto.
Alcuni modelli dispongono di un manometro integrato, mentre altri presentano un attacco predisposto per collegarlo.
Per comprendere il comportamento del riduttore è importante distinguere la pressione presente a monte da quella disponibile a valle.
La pressione a monte rappresenta quella che arriva al dispositivo. La pressione a valle è invece quella regolata e destinata all’impianto protetto.
Il materiale informativo Caleffi dedicato alla regolazione dei riduttori chiarisce che la presenza di un manometro a valle permette di verificare il valore di taratura.
Se il riduttore è già dotato di uno strumento leggibile e funzionante, può essere possibile effettuare un controllo visivo senza collegare un altro manometro.
Se invece occorre installare o sostituire il dispositivo di misura, è preferibile affidare l’operazione a un idraulico.
Non bisogna svitare tappi o componenti del riduttore quando la tubazione è in pressione.
La regolazione deve essere eseguita secondo il manuale del modello e considerando la pressione richiesta dall’impianto.
Cosa significa se la pressione cambia continuamente
Una lancetta che si muove continuamente può indicare variazioni della pressione nel punto di misura.
Bisogna però distinguere le normali oscillazioni dovute ai consumi da un comportamento anomalo.
Quando vengono aperti o chiusi rubinetti in altre parti dell’edificio, è possibile che il manometro rilevi una variazione.
In un condominio, per esempio, il funzionamento di più utenze può modificare le condizioni della rete di distribuzione.
Se l’immobile dispone di un’autoclave, la pressione può aumentare e diminuire in funzione delle fasi di funzionamento della pompa e dei dispositivi di regolazione.
Oscillazioni particolarmente rapide o irregolari possono invece richiedere un approfondimento.
Tra le possibili cause vi sono regolazioni instabili, componenti deteriorati, variazioni della rete oppure problemi nei sistemi di pressurizzazione.
Non bisogna però diagnosticare una pompa guasta soltanto osservando il movimento della lancetta.
È utile annotare quando si verificano le oscillazioni e se coincidono con l’utilizzo dell’acqua.
Un tecnico può poi confrontare queste informazioni con il funzionamento effettivo dell’impianto.
Come controllare la pressione dell’acqua in diversi orari
La pressione disponibile può cambiare durante la giornata.
Il fenomeno dipende, tra le altre cose, dai consumi delle utenze collegate alla rete e dal funzionamento dei sistemi di distribuzione.
Se la doccia funziona bene al mattino ma perde pressione durante la sera, può essere utile confrontare le misure in momenti differenti.
Per ottenere informazioni significative bisogna utilizzare sempre lo stesso punto di misura e condizioni confrontabili.
Si può quindi annotare la pressione statica al mattino, nel pomeriggio e durante il periodo in cui si manifesta il problema.
Quando possibile, è utile ripetere anche una prova con un rubinetto aperto in modo simile.
Se la pressione cambia sensibilmente negli orari di maggiore utilizzo, le informazioni raccolte possono essere utili per un confronto con il gestore o con il tecnico dell’impianto condominiale.
Bisogna però considerare che una misura effettuata nel proprio appartamento risente anche delle tubazioni e dei dispositivi presenti tra il punto di consegna e il manometro.
Per questo motivo, quando si vuole valutare la pressione effettivamente fornita dalla rete pubblica, potrebbe essere necessaria una misurazione nel punto appropriato da parte di personale competente.
Come utilizzare il manometro per controllare l’autoclave
Negli edifici dotati di autoclave o di un gruppo di pressurizzazione, il manometro può aiutare a osservare il comportamento della pressione durante il funzionamento.
Questi sistemi vengono utilizzati quando la pressione disponibile dalla rete non è sufficiente a garantire il servizio previsto.
Il funzionamento dipende dal tipo di gruppo installato.
Alcuni impianti utilizzano pressostati e serbatoi di accumulo, mentre altri dispongono di pompe controllate elettronicamente che regolano la pressione.
In un sistema con pressostato, il manometro può mostrare una diminuzione della pressione durante il consumo e un successivo aumento quando la pompa entra in funzione.
Il valore di avvio e quello di arresto devono essere coerenti con la regolazione prevista dal costruttore.
Se la pompa si avvia e si arresta continuamente, può essere presente un problema di regolazione, un’anomalia del serbatoio o un’altra condizione che richiede una verifica.
Non bisogna modificare autonomamente il pressostato o la precarica del vaso di espansione soltanto perché il manometro mostra un valore ritenuto basso.
La regolazione deve considerare le caratteristiche della pompa, del serbatoio e dell’impianto.
Una taratura impropria può compromettere il funzionamento del sistema.
Il manometro può individuare una perdita d’acqua?
Un manometro può contribuire a individuare condizioni compatibili con una perdita, ma non permette da solo di localizzare una tubazione danneggiata.
Una possibile verifica consiste nell’osservare l’andamento della pressione in una sezione dell’impianto opportunamente isolata, secondo una procedura appropriata.
Perché il controllo sia significativo, bisogna conoscere la configurazione delle valvole e assicurarsi che non vi siano consumi d’acqua o altri fenomeni che alterino la lettura.
Se la pressione diminuisce progressivamente in un tratto isolato, può essere presente una perdita oppure un’altra causa di variazione, come un trafilamento attraverso una valvola o un cambiamento di temperatura.
Non è quindi corretto considerare qualsiasi diminuzione della lancetta una prova definitiva di perdita.
Allo stesso modo, una pressione apparentemente stabile non permette di escludere in modo assoluto tutti i difetti dell’impianto.
La guida Grundfos sul controllo della pressione dell’acqua descrive l’utilizzo del manometro anche come possibile supporto nell’individuazione di perdite, attraverso verifiche effettuate in condizioni controllate.
Se si sospetta una perdita nascosta, è opportuno rivolgersi a un idraulico, che potrà eseguire le prove di tenuta appropriate senza sottoporre l’impianto a pressioni non previste.
Perché la pressione scende quando si apre un altro rubinetto
Una diminuzione della pressione durante il consumo è un fenomeno normale entro i limiti previsti dal progetto dell’impianto.
Quando l’acqua attraversa tubazioni, curve, valvole e altri componenti, una parte della pressione disponibile viene utilizzata per superare le resistenze al movimento.
Queste perdite vengono chiamate perdite di carico.
Se il circuito presenta tubi lunghi, diametri ridotti o componenti che ostacolano il passaggio, la diminuzione può diventare più evidente.
Un filtro parzialmente ostruito, per esempio, può provocare una perdita di carico significativa quando aumenta il flusso.
Se tutti i rubinetti sono chiusi, il manometro potrebbe mostrare un valore apparentemente adeguato.
Quando si apre la doccia, invece, la pressione disponibile potrebbe diminuire molto perché l’acqua incontra una resistenza elevata lungo il percorso.
In questi casi è utile distinguere il problema di pressione da quello di portata.
La pressione rappresenta una grandezza fisica differente dalla quantità d’acqua che attraversa il rubinetto in un determinato tempo.
Per individuare correttamente la causa del problema può quindi essere necessario misurare anche la portata.
Qual è la differenza tra pressione e portata dell’acqua
Pressione e portata vengono spesso confuse, ma descrivono caratteristiche differenti.
La pressione viene generalmente misurata in bar e rappresenta la spinta disponibile nel circuito.
La portata indica invece la quantità d’acqua che attraversa un punto in un determinato intervallo di tempo. Negli impianti domestici viene frequentemente espressa in litri al minuto.
Un rubinetto può presentare una pressione statica adeguata e una portata insufficiente a causa di un’ostruzione.
Per esempio, un aeratore pieno di calcare può ridurre sensibilmente la quantità d’acqua che esce dal rubinetto, anche quando la pressione dell’impianto è corretta.
Per effettuare una verifica indicativa della portata si può utilizzare un contenitore graduato e misurare la quantità d’acqua raccolta in un intervallo di tempo noto.
Il risultato viene poi espresso in litri al minuto.
Questa operazione permette di distinguere una scarsa quantità d’acqua da una reale insufficienza della pressione disponibile.
È importante però non utilizzare valori generici di portata per giudicare l’intero impianto.
Rubinetti, docce e altri apparecchi possono essere progettati per consumi differenti.
Un controllo completo richiede quindi di confrontare pressione e portata con le caratteristiche dei dispositivi installati.
Come misurare la pressione dell’acqua al piano superiore
Negli edifici sviluppati su più livelli, la pressione può essere diversa tra il piano inferiore e quello superiore.
L’acqua deve infatti superare un dislivello e la pressione disponibile risente dell’altezza del punto di utilizzo rispetto alla sorgente o al sistema di pressurizzazione.
Se al piano terra il getto è soddisfacente mentre al piano superiore risulta debole, il problema non dipende necessariamente da un guasto.
Potrebbe essere necessario verificare se la pressione disponibile all’ingresso sia sufficiente per alimentare correttamente tutti i livelli.
Per effettuare un confronto bisogna utilizzare punti di misura appropriati e strumenti compatibili.
Le letture devono essere interpretate considerando sia il dislivello sia le perdite di carico delle tubazioni.
Non è corretto confrontare due valori senza sapere a quale altezza e in quale punto dell’impianto sono stati rilevati.
Negli edifici dotati di autoclave possono inoltre intervenire sistemi di regolazione che modificano la pressione disponibile.
Se il problema riguarda soltanto il piano superiore, è opportuno chiedere a un tecnico di verificare la configurazione dell’impianto prima di installare dispositivi per aumentare la pressione.
Come utilizzare il manometro per l’impianto di irrigazione
Il manometro può essere utile anche per controllare la pressione disponibile in un impianto di irrigazione.
Gli irrigatori e gli altri dispositivi di distribuzione dell’acqua richiedono determinate condizioni di pressione e portata per funzionare correttamente.
Se la pressione è insufficiente, il getto potrebbe non raggiungere la distanza prevista.
Se invece è eccessiva, alcuni componenti possono lavorare in condizioni non appropriate oppure produrre una nebulizzazione indesiderata.
Per effettuare una verifica si può collegare un manometro adatto a un punto di presa previsto nell’impianto, rispettando le istruzioni del produttore.
Una misurazione statica permette di conoscere la pressione quando le zone di irrigazione non sono attive.
Una verifica durante il funzionamento di una zona può invece mostrare la pressione disponibile sotto consumo.
È importante misurare nel punto corretto, perché la pressione a monte delle elettrovalvole può essere diversa da quella effettivamente disponibile agli irrigatori.
Per progettare o modificare un impianto bisogna inoltre conoscere la portata disponibile.
Un manometro da solo non consente di stabilire quanti irrigatori possano funzionare contemporaneamente.
Come leggere il manometro della caldaia
Molte caldaie domestiche dispongono di un manometro che mostra la pressione del circuito di riscaldamento.
È importante distinguere questa pressione da quella dell’acqua sanitaria proveniente dall’acquedotto.
Negli impianti con circuito di riscaldamento chiuso, l’acqua circola tra caldaia, radiatori e altri componenti secondo condizioni differenti rispetto alla rete dei rubinetti.
Il valore indicato dal manometro della caldaia può quindi non corrispondere alla pressione dell’acqua fredda disponibile al lavandino o alla doccia.
Se il display della caldaia mostra una pressione anomala, bisogna consultare il manuale del modello e verificare quali condizioni siano previste dal costruttore.
Non è corretto aumentare arbitrariamente la pressione del circuito di riscaldamento per cercare di migliorare il getto dell’acqua sanitaria.
Le due funzioni possono appartenere a circuiti differenti e richiedono procedure specifiche.
Se si desidera misurare la pressione dell’acqua proveniente dall’acquedotto, bisogna utilizzare un punto di misura appropriato sull’impianto sanitario.
Se invece il problema riguarda la pressione della caldaia, è preferibile seguire le istruzioni dell’apparecchio o rivolgersi al manutentore.
Come capire se il manometro è guasto
Un manometro danneggiato può fornire valori errati e rendere poco attendibili le verifiche.
Uno dei primi segnali è la lancetta che rimane bloccata, anche quando la pressione cambia.
Un altro indizio può essere la mancata corrispondenza con lo zero quando lo strumento viene portato alla condizione di pressione atmosferica, nei limiti previsti dal suo funzionamento.
È importante controllare anche eventuali danni visibili al quadrante, all’attacco e all’involucro.
Una perdita dal raccordo del manometro può inoltre alterare la prova e richiedere l’interruzione della misurazione.
Nei modelli digitali bisogna considerare anche eventuali problemi di alimentazione o del sensore.
Se il valore visualizzato risulta evidentemente incoerente con le condizioni dell’impianto, non bisogna utilizzarlo come base per regolare pompe e riduttori.
Quando possibile, un tecnico può confrontare la lettura con quella di uno strumento di riferimento appropriato.
È inoltre importante rispettare il campo di pressione ammesso. Sottoporre il manometro a valori superiori alla sua capacità può danneggiarlo.
Uno strumento che ha subito una sovrapressione o presenta anomalie evidenti deve essere verificato o sostituito.
Il manometro può rilevare i colpi d’ariete?
Il colpo d’ariete è un fenomeno che può verificarsi quando il movimento dell’acqua all’interno di una tubazione cambia rapidamente.
Una chiusura improvvisa di una valvola può provocare onde di pressione che si propagano lungo l’impianto.
Il fenomeno può essere accompagnato da rumori secchi e vibrazioni nei tubi.
Un normale manometro analogico può mostrare alcune variazioni relativamente lente, ma non è necessariamente in grado di rilevare correttamente picchi di pressione molto rapidi.
Per registrare questi fenomeni possono essere necessari strumenti con una risposta sufficientemente veloce e funzioni di acquisizione appropriate.
La documentazione Caleffi sugli ammortizzatori dei colpi d’ariete descrive i rischi associati ai picchi di sovrapressione e i dispositivi progettati per limitarne gli effetti.
Se si sentono colpi frequenti nelle tubazioni, non bisogna presumere che la sola pressione statica permetta di valutare completamente il problema.
È opportuno richiedere una verifica dell’impianto, soprattutto quando i rumori sono intensi o accompagnati da perdite.
La soluzione può richiedere interventi su valvole, dispositivi di protezione e condizioni di funzionamento.
Come evitare errori durante la misurazione
Un errore frequente consiste nel misurare la pressione senza sapere se altri rubinetti siano aperti.
In queste condizioni il valore letto potrebbe essere influenzato dai consumi, rendendo difficile confrontarlo con una misurazione statica effettuata in un altro momento.
Un secondo errore riguarda il collegamento del manometro.
Utilizzare raccordi non compatibili oppure guarnizioni inappropriate può provocare perdite e rendere il risultato poco affidabile.
Bisogna inoltre evitare di stringere eccessivamente i collegamenti.
Un problema comune è utilizzare uno strumento con scala non adeguata alla pressione che potrebbe essere presente nell’impianto.
Non bisogna poi confondere la pressione misurata a valle del riduttore con quella presente prima del componente.
Un altro equivoco riguarda la pressione statica e dinamica. Un valore buono a rubinetti chiusi non garantisce automaticamente una portata sufficiente durante l’utilizzo.
È importante inoltre non utilizzare il manometro della caldaia come indicatore della pressione dell’acqua sanitaria.
Infine, non bisogna modificare autonomamente riduttori e sistemi di pressurizzazione basandosi soltanto su una lettura isolata.
Una regolazione non appropriata può compromettere il funzionamento degli apparecchi o sottoporre le tubazioni a condizioni non previste.
Quando chiedere una verifica al gestore dell’acqua
Se la pressione risulta insufficiente in tutta l’abitazione, può essere utile capire se il problema riguarda la rete pubblica oppure l’impianto privato.
Un primo indizio può provenire dal confronto con altre utenze vicine, quando possibile.
Se più abitazioni manifestano lo stesso problema nello stesso periodo, potrebbe essere presente una variazione delle condizioni di distribuzione.
Bisogna però considerare che gli impianti privati possono essere differenti, anche all’interno dello stesso edificio.
Per formulare una segnalazione al gestore è utile raccogliere alcune misurazioni, indicando data, ora, punto di misura e condizioni di utilizzo.
È opportuno verificare anche la presenza di eventuali avvisi relativi a lavori sulla rete o interruzioni programmate.
La richiesta deve fare riferimento alle condizioni previste dalla Carta del servizio del gestore e alle caratteristiche del punto di consegna.
Se il problema riguarda soltanto una zona dell’abitazione, è generalmente opportuno far controllare prima il relativo circuito interno.
Quando invece la situazione sembra interessare l’alimentazione generale, un confronto con il gestore può aiutare a individuare la necessità di verifiche sulla rete.
Quando è necessario chiamare un idraulico
Un controllo preliminare con un manometro può essere effettuato su un rubinetto facilmente accessibile, utilizzando uno strumento compatibile e rispettando le istruzioni di sicurezza.
La situazione cambia quando è necessario intervenire sulle tubazioni, installare nuovi raccordi o modificare i dispositivi di regolazione.
È opportuno rivolgersi a un idraulico quando la pressione è molto variabile, quando si sospettano perdite nascoste oppure quando il riduttore non sembra funzionare correttamente.
Lo stesso vale per le anomalie dei gruppi di pressurizzazione e per i problemi che interessano l’intero edificio.
Un professionista può effettuare misure in punti appropriati, verificare le perdite di carico e controllare il funzionamento di valvole, filtri e altri componenti.
È inoltre importante richiedere assistenza quando il collegamento del manometro richiederebbe la rimozione di parti dell’impianto non predisposte per l’utente.
Non bisogna intervenire sui sigilli del contatore oppure su componenti di competenza del gestore.
Quando la pressione risulta superiore ai limiti ammessi dai componenti installati, la verifica deve essere effettuata prima di continuare a utilizzare normalmente l’impianto.
Come ottenere una misurazione utile della pressione dell’acqua
Per utilizzare correttamente il manometro bisogna partire dal punto di collegamento e dalla condizione che si vuole verificare.
Se si desidera conoscere la pressione statica, è necessario effettuare la lettura senza consumi d’acqua, utilizzando un rubinetto o una presa di misura compatibile.
Se invece il problema compare quando vengono utilizzati più apparecchi contemporaneamente, è utile osservare come cambia la pressione durante un consumo controllato.
Le misurazioni dovrebbero essere annotate insieme alla data, all’ora e al punto dell’impianto, per permettere confronti attendibili.
È importante ricordare che il manometro non misura direttamente la portata e non permette, da solo, di diagnosticare ogni guasto.
Una pressione statica apparentemente adeguata può essere accompagnata da una portata insufficiente, mentre una pressione elevata può richiedere la verifica di riduttori e dispositivi di protezione.
Il passo più utile è quindi scegliere un manometro adatto, collegarlo in sicurezza a un punto accessibile e confrontare la lettura statica con quella ottenuta durante il consumo d’acqua. Se i valori risultano anomali o il problema persiste, le informazioni raccolte potranno essere utilizzate dall’idraulico per individuare la causa e stabilire l’intervento corretto.
